L’ASSOCIAZIONE AMICI DEI MUSEI E DEI MONUMENTI FIORENTINI TRA PRESENTE E FUTURO

Amici dei musei e dei monumenti fiorentini

INTERVISTA AL VICE PRESIDENTE ROBERTO SANTINI

di Redazione

Abbiamo intervistato Roberto Santini che oltre ad essere nel Consiglio Direttivo della nostra Associazione ricopre la carica di Vice Presidente della Associazione degli Amici dei Musei e dei Monumenti Fiorentini, per avere una sua opinione sul presente e il futuro del volontariato culturale.

Per chi non la conosce ci dai qualche informazione sulla struttura e sulle attività della Associazione

Sono Vice Presidente della Associazione da almeno sei anni e devo dire che il nostro scopo principale è “ fare qualcosa di utile, sul piano culturale, per la nostra città “Le nostre attività principali consistono nell’ assicurare, grazie ai volontari, l’apertura e la visita guidata in alcuni musei fiorentini – Museo e Chiesa di Orsanmichele, Accademia delle Arti del Disegno, Chiesa di San Carlo e Casa Martelli –  dei cenacoli di S’Apollonia, di Ognissanti, del Fuligno, dello Scalzo, della Sala Capitolare della Chiesa di Santa Maddalena dei Pazzi con gli affreschi del Perugino e della Chiesa di Santa Lucia de’ Magnoli. A ciò si affianca un vasto programma di visite guidate anche fuori Firenze e di conferenze su temi di natura artistica e culturale.L’Associazione, inoltre, svolge un ruolo importante coordinando il restauro dei tabernacoli fiorentini mediante la ricerca dei proprietari, il raccordo tra soprintendenze e restauratori e la ricerca degli sponsor.

Quanto ha inciso la pandemia su tutte queste attività?

Trattandosi di una attività volontaria, le restrizioni previste in ambito museale e le prescrizioni per il distanziamento sociale ci hanno costretto a sospendere o, comunque, a ridurre fortemente le nostre attività. E’ stata così penalizzata la partecipazione dei volontari – da 580 soci ne abbiamo oggi 280 di cui 120 operativi – e la vita di una Associazione che non riceve contributi pubblici salvo il sostegno della Fondazione CRF che ci offre gli uffici operativi.Vorrei anche sottolineare che l’Associazione riceve dai visitatori dei Musei dove operano i nostri volontari un piccolo contributo facoltativo depositato, al termine della visita guidata, in una piccola urna. Si tratta di cifre modeste ma che, comunque, non destinate alla Associazione, perché destinate a contribuire alle necessità – quali ad esempio un  piccolo restauro – nel Museo dove sono stati raccolti.

Quali attività hanno potuto continuare durante la pandemia ?

L’apertura o la sospensione delle varie attività è stata condizionata dalle differenti situazioni che si sono verificate a Firenze durante quest’ultimo anno. Durante il periodo di chiusura le attività si sono fermate. L’Associazione ha sopperito alla mancanza di iniziative in presenza organizzando, in remoto, sia il corso di storia dell’arte che le conferenze.  E’ poi proseguita l’attività di coordinamento per il restauro dei tabernacoli e, con tutte le precauzioni del caso, il programma delle visite guidate. Complessivamente posso stimare una riduzione delle attività nell’ordine del 70/80 %.

Come si presenta una auspicabile riapertura ?

Oltre ad essere ottimista sulla possibilità di una riapertura delle nostre attività in tempi relativamente brevi, credo che il problema principale che ci troveremo ad affrontare sarà di rimotivare i nostri volontari dopo un lungo periodo di inattività. Va anche considerato che i nostri volontari sono in gran parte pensionati e che, pertanto, il loro impegno andrà valutato in rapporto ad una situazione sanitaria che ci accompagnerà per diversi mesi.

E qualche altra idea per il futuro ? 

Allargare le nostre attività al di là dei confini comunali. Il territorio che circonda Firenze è ricchissimo di bellezze artistiche e culturali spesso poco conosciute e per questo pensiamo di coinvolgere i  Sindaci o gli Assessori alla Cultura dei Comuni della Città Metropolitana invitandoli, con conferenze mirate, a presentare al pubblico fiorentino le ricchezze del proprio territorio e, successivamente, con la loro collaborazione, a portare il pubblico a visitarle.

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