L’immagine di Firenze nel cinema dagli anni 20 ai giorni nostri

L’iniziativa prende spunto dall’avvicinarsi del centenario (1924 – 2024) delle riprese eseguite a Firenze dal regista americano Henry King per l’edizione cinematografica del romanzo “Romola” di George Eliot, che ha avuto di fatto il merito di avviare il grande interesse degli americani e di tutta l’industria del cinema per gli ideali del Rinascimento, facilmente riscontrabili nei palazzi e nelle opere d’arte custodite a Firenze. Luoghi come il Museo del Bargello e il Duomo divennero lo scenario reale della storia narrata e le manifatture fiorentine contribuirono a rendere più veritiera la ricostruzione della città, ricreando gli interni delle dimore gentilizie, tra cui protagonista di pregio fu proprio Palazzo Davanzati.

Nel corso del ‘900 Firenze fu poi scenario di film di grande risonanza a livello planetario, come ad esempio “Camera con Vista” per cui il regista James Ivory, in occasione dell’anniversario dei trent’anni del film, è stato recentemente omaggiato del riconoscimento del Fiorino d’oro, ma anche “Amici Miei” diretto nel 1975 da Mario Monicelli, e infine come non citare la pellicola “Un tè con Mussolini” del maestro Franco Zeffirelli del 1999. Un tema, quello dell’impatto della cinematografia su Firenze, che merita oggi più che mai continui approfondimenti e riflessioni, dato il costante utilizzo delle location del capoluogo toscano da parte delle grandi produzioni hollywoodiane, che ambientano i propri film, documentari e serie tv a Firenze, come i recenti “Inferno” di Ron Howard, basato sul romanzo best seller di Dan Brown, e le serie Netlix6 Underground” e “La Casa de Papel”.